Le Terme del Bullicame, un bagno di benessere
La Tuscia viterbese è uno dei territori più ricchi sia dal punto di vista paesaggistico che storico-artistico. Parchi come quello di Bomarzo, castelli di antiche famiglie nobiliari come i Farnese, una natura lussureggiante come quella del Parco Marturanum e splendidi borghi storici: questo e molto altro si trova su questo territorio formatosi nel corso dei millenni grazie all’attività dell’apparato vulcanico Vulsinio e del Cimino.
Queste attività hanno dato vita a gioielli come il Lago di Bolsena, il Lago di Vico ma anche alla nascita di sorgenti termali che hanno conquistato, grazie al potere benefico delle loro acque, popoli antichissimi quali gli etruschi, che molte tracce hanno lasciato nella Tuscia viterbese. Le Terme del Bullicame sono certamente le più famose terme libere dell’intera regione Lazio e molte sono le storie e le leggende nate attorno a queste sorgenti dal forte potere ossidante.
Le Terme del Bullicame
Le Terme del Bullicame sorgono a poco più di 2km dalla città di Viterbo, in quell’area soprannominata Bagni di Viterbo, a due passi dall’Aeroporto Militare.
Assieme alle Terme dei Papi, alle Piscine Carletti e alle Terme del Bagnaccio, quello del Bullicame è certamente il complesso termale più famoso, alimentato come gli altri dal bacino idrotermale di Viterbo.
Le Terme del Bullicame sono fruibili gratuitamente tutti i giorni fino alle ore 17 del pomeriggio (in estate sono aperte fino alle 18.00): ciò significa che chiunque può godere dei benefici di queste acque, persino d’inverno quando all’imbrunire il paesaggio regala bagni sotto le stelle a dir poco indimenticabili.
L’acqua termale sgorga a una temperatura che sfiora i 58°, da un cratere naturale dando vita a un laghetto turchese: da dietro la recinzione di plexiglas che lo circonda, si possono scorgere le bolle di gas che affiorano in superficie e gli intensi vapori sulfurei levarsi dal cratere come se fosse la porta degli Inferi.
Presso le Terme del Bullicame è possibile usufruire di due piscine, una rettangolare con acqua più fresca e l’altra, più piccola e tondeggiante, ricolma di acqua termale molto calda proveniente direttamente dal cratere termale. Quest’ultima è certamente quella più affollata di persone, che si sistemato proprio sotto la cascatella bollente ricevendo col suo flusso continuo rilassanti massaggi naturali.
La presenza di queste due piscine permette a tutti di mettere in pratica quell’effetto che i romani chiamavano Calidarium-frigidarium: passando da una casa all’altra, non si fa altro che riattivare la circolazione sanguigna.
Fare i bagni nelle Terme del Bullicame significa anche fare una fangoterapia fai da te, spalmandosi il fango naturale prelevato dal fondo delle piscine: in molti portano con se barilotti di acqua per lavare via presto lo zolfo rimasto dalla pelle, dall’odore non proprio piacevole.
Le acque del Bullicame: antiossidanti ma non solo
Le acque termali che sgorgano dalla sorgente del Bullicame sono sulfuree-solfato-bicarbonato-alcalineterrose: in poche parole, in base a una serie di studi scientifici, le Terme del Bullicame apportano una serie di benefici all’organismo. Sono infatti indicate per la cura di patologie dell’apparato respiratorio, motorio e ginecologico femminile; si rivelano poi preziose per riattivare la circolazione linfatica e venosa, oltre che per trattare alcune patologie croniche legate alla pelle.
L’acqua sgorga dal cratere vulcanico del Bullicame a circa 58° e la presenza di oligoelementi la rende un vero e proprio elisir antiossidante: considerata quasi cinquanta volte più potente della vitamina C, queste acque permettono a lungo andare di contrastare la formazione dei radicali liberi che non fanno altro che danneggiare il DNA, ossidare le cellule e favorire l’insorgenza di forme tumorali. Il potere antiossidante dell’acqua del Bullicame si rivela molto efficace soprattutto per quanto riguarda il tessuto epiteliale.
Le acque del Bullicame hanno difatti effetto antinfiammatorio, cicatrizzante, antisettico, cheratoplastico e cheratolitico: sono evidenti i miglioramenti in tutti coloro che soffrono di eczemi, psoriasi, dermatite seborroica, dermatite atopica, ustioni, cicatrici e lesioni post- chirurgiche.
Non si sottovaluti poi il forte calore delle acque che dona non solo benessere psico-fisico ma ha anche effetti concreti sull’attenuazione del dolore.
Le acque termali del Bullicame sono utilizzate anche per curare quelle patologie croniche o recidive che colpiscono le vie aeree e le orecchie, aiutando in concreto a curare le rinofaringiti e a fluidificare il muco nasale.
Importante è poi il contributo di queste acque per alleviare i sintomi delle parodontiti, delle gengiviti e delle altre infiammazioni del cavo orale.
Le Terme del Bullicame: tra storia e leggenda
Le Terme del Bullicame erano note sin dall’epoca etrusca e i primi documenti che ne attestano la presenza le citano come Sce Valentine, ossia una tappa lungo la Via Francigena indicata dall’Arcivesco di Canterbury, Sigerico.
Doveva essere un luogo molto suggestivo sin dai tempi antichi se anche Dante ne rimase affascinato quando, presumibilmente nel ‘300 si ritrovò a passare per Viterbo: dedicò alla sorgente alcuni versi nel XIV canto dell’Inferno, peraltro impressi in una stele in pietra ben visibile proprio accanto al cratere dal quale sgorga l’acqua.
Per il Sommo Poeta il ruscelletto del Bullicame può essere paragonato all’infernale fiume Flegetonte con tanto di rocce rossastre per l’alta presenza di zolfo. Dante parla di “peccatrici” che si recavano presso la sorgente e sono state date molte interpretazioni al riguardo: c’è chi pensa si riferisse alle pettatrici ovvero le braccianti che facevano macerare i fasci di canapa nell’acqua visto che Viterbo all’epoca era famosa per i tessuti di lino bianchi. Secondo altri studiosi Dante si riferiva proprio alle meretrici che curavano le loro malattie veneree nelle acque del Bullicame, anche perché i medici erano prerogativa solo dei ceti più abbienti.
Le curiosità riguardanti le Terme del Bullicame non terminano qui: dando credito al Dittamondo del poeta Fazio degli Uberti, le acque del Bullicame ai sui tempi (nella prima metà del ‘300) sgorgavano addirittura a quasi 100°: egli narra di un episodio in cui, dopo aver gettato nella polla un montone, questo si cosse fino a lasciare come unico segno di sé stesso il suo solo scheletro.
Tra le tante leggende che circolano sulle Terme del Bullicame c’è quella del Cavallo Animoso: si narra che mentre correva nel cielo col suo carro, il dio del Sole perse uno dei suoi destrieri che precipitò così al suolo; il cavallo rimase imprigionato nel sottosuolo e, preso ormai dalla disperazione e certo della sua fine, cominciò a emettere schiuma ovvero quella che è oggi la sorgente del Bullicame. Bisogna a tal proposito sottolineare che i romani consideravano proprio la bava di cavallo altamente terapeutica.
L’Orto Botanico a due passi dalle Terme del Bullicame
Chiunque si rechi presso le Terme del Bullicame potrà visitare l’adiacente Orto Botanico dell’Università della Tuscia sito proprio davanti alla sorgente termale. Si tratta di un area molto grande, di cui ben 9 ettari sono compresi proprio nel Parco del Bullicame e all’interno è possibile vistare numerosissime specie vegetali provenienti da tutto il mondo, impreziosite dalla presenza di ruscelli e laghetti molto scenografici. Visitare questo verdeggiante orto botanico significa in effetti proprio fare il giro del pianeta grazie agli ambienti riprodotti fedelmente per ospitare determinate varietà di piante. Si passa dalla macchia mediterranea alla foresta tropicale, dai deserti del Messico alle oasi dell’Africa fino alle zone subtropicali australiane.
L’Orto Botanico custodisce ad esempio una splendida collezione di orchidee, palmeti, roseti, boschetti di caducifoglie, piante succulenti provenienti dal lontano Madagascar e persino una serra tropicale. È presente anche il Giardino dei Semplici, dedicato alle piante officinali e alle erbe utilizzate come medicamento, chiamate nel Medioevo con il termine semplici.
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