Acquapendente festa dei Pugnaloni
Acquapendente, località turistica dell’alto Lazio, proprio vini al confine sia con la Toscana che con l’Umbria è una meta molto ricercata per le due bellezze artistiche e archeologiche, che per il paesaggio che la circonda, ed anche per le manifestazioni che vi si svolgono durante l’anno. Una di queste, sicuramente la più importante, che richiama molti turisti in quella che è conosciuta anche come la “Gerusalemme d’Europa” è la festa dei Pugnaloni.

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Una tradizione che risale a molti secoli fa
Oltre ad essere una festa popolare che regala un grande impatto visivo alle persone che vi partecipano, quella del Pugnaloni è anche antichissima e si lega ad un avvenimento storico molto importante per il borgo. Nel 1166 Acquapendente si trovava sotto la dominazione di Federico Barbarossa che la teneva sotto un giogo “tirannico”. La tradizione narra che due contadini, dopo aver visto nei campi rifiorire un ciliegio, secco da tempo, avessero riportato la notizia al popolo e questo fosse stato preso come un “segnale” per la rivolta contro il Barbarossa con la protezione della Madonna. Dopo aver distrutto il suo castello gli abitanti di Acquapendente ottennero la libertà e da quel momento ogni anno si celebra quell’avvenimento con una manifestazi0ne in onore della Madonna del Fiore. In questa occasione sono ben 15 i gruppi della cittadina laziale che preparano dei mosaici di fiori e foglie di straordinaria bellezza, utilizzando come base dei pannelli di legno. Questi mosaici vengono poi portati per le vie del paese in processione e rappresentano la libertà da ogni forma di oppressione. I Pugnaloni si rifanno a degli arnesi antichi, i “pungoli” che venivano portati in processione, seguendo la statua della Madonna, dopo essere stati ornati di fiori, Nel coso dei secoli ci sono stati molti sviluppi ed oggi, grazie anche alla fantasia della popolazione di Acquapendente, offrono uno spettacolo unico ed emozionante. I pannelli in legno sui quali vengono realizzati i mosaici hanno grandi dimensioni, essendo larghi 2,6 metri ed alti 3,6 e su di essi si realizzano dei disegni con l’uso di petali di fiori e di foglie, usando la tecnica del mosaico.
La realizzazione dei Pugnaloni
Per la realizzazione di questi mosaici si usano delle foglie di quercia, olmo, magnolia, canna ed alloro, che vengono incollate sui pannelli dopo essere state tagliate. Grazie a questo si creano degli effetti di grande bellezza e varie sfumature. Per completare il mosaico si usano fiori interi o petali, secondo l’immagine che si vuole realizzare, anche questi incollati, usando delle colle “leggere” che non vadano a creare problemi al mantenimento del colore e della freschezza. Per ottenere dei mosaici di grande originalità e suggestione vengono utilizzate diverse tecniche di incollaggio. Ogni pugnalone è diverso dagli altri e i 15 gruppi che li preparano, costituiti da persone di tutte le età, si impegnano in una vera e propria gara e nei giorni precedenti le campagne intorno al borgo sono piene di persone che ricercano fiori e foglie per creare il mosaico di maggiore effetto. Prima di essere portati in processione i Pugnaloni sono esposti nel centro storico di Acquapendente, negli angoli più caratteristici e sono oggetto di ammirazione sia da parte degli abitanti che dei molti turisti che non perdono l’occasione di fotografarli. Successivamente sono spostati nella centrale Piazza del Duomo e si prepara il corteo stoico e l’esibizione degli sbandieratori. Dopo la processione tutti i Pugnaloni vengono posti all’interno della Cattedrale del Santo Sepolcro, dove poi rimarranno per tutto l’anno in esposizione. I 15 gruppi che preparano ogni anno i Pugnaloni sono Acquaviva, Corte Vecchia, Corniolo, Barbarossa, Costa San Pietro, Torre San Marco, Porta della Ripa, Torre G. de Jacopo, Porta Romana, Santo Sepolcro, Rugarella, Via del Carmine, Via Francigena, Sant’Anna e Via del Fiore.
Acquapendente, la Gerusalemme d’Europa, e le sue bellezze
Situata proprio al centro della verde Tuscia, Acquapendente è definita da molto tempo “la Gerusalemme d’Europa” perché nella sua antica Cattedrale si trova una copia del Santo Sepolcro, la più antica esistente, che è custodita in una cripta romanica molto suggestiva. Anche in passato Acquapendente è stata un borgo molto importante in quanto situata sul percorso della Via Francigena, che tutti pellegrini che si recavano a Roma percorrevano, facendo una sosta proprio nel borgo, ed entrando attraverso la Torre Julia de Jacopo. La chiesa dedicata al Santo sepolcro risale al ‘900 e secondo le leggende fu eretta per volere di Matilde di Westfalia, che si fermò proprio in questi luoghi mentre si stava dirigendo verso Roma. La chiesa, in origine di stile romanico, nel coso dei secoli è stata più volte rimaneggia includendo degli elementi in stile barocco sia nella facciata che nella navata centrale. Oltre a contenere dei bassorilievi molto importanti, che risalgono al 1400 che ritraggono San Michele Arcangelo che vince il drago e il giovane Tobia insieme all’Arcangelo Raffaele, la più importante attrazione è la “Cripta del Santo Sepolcro” che si trova tra il transetto e l’abside e risale al XIIesimo secolo. La cripta, in stile romanico, è caratterizzata dalla presenza di 24 colonne, ognuna con un capitello diverso, con teste di ariete che si alternano a motivi di vegetali e a volti umani. Al suo interno un sacello al quale si accede tramite una doppia scalinata e che contiene la riproduzione del “Santo Sepolcro”. Altre attrazioni di Acquapendente si trovano nel suo centro storico, caratterizzato da un impianto medievale. In passato il borgo era dotato di una cinta muraria della quale restano ancora oggi alcune tracce, mentre sono presenti diversi edifici dedicati al culto, tra cui la duecentesca chiesa di San Francesco con il suo campanile rinascimentale e con all’interno delle statue in legno che raffigurano sia San Giuseppe che San Giovanni Battista e gli Apostoli. Tra gli edifici civili degno di nota è Palazzo Viscontini, con la sua decorazione a bugnato in stile rinascimentale. Del castello del Barbarossa, dopo la distruzione nel corso della rivolta del 1166, rimane visibile la Torre dell’Orologio. Molto importante è anche il Museo della Città con le sue opere che si trovano all’interno di tre sedi diverse, La Torre Julia di Jacopo, l’ex Palazzo Vescovile e l’ex convento nel quale vivevano i frati Minori Conventuali.