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Lo sposalizio dell’albero

6 Luglio 2020 By Feste Comments Off

Ogni mese di maggio, da quasi cinquecento anni, viene celebrata la cerimonia dello Sposalizio dell’Albero a Vetralla, in provincia di Viterbo. Questa ricorrenza nasce nel Medioevo per motivi politici e religiosi ma oggi è diventata una rievocazione storica che raccoglie ogni anno migliaia di turisti e curiosi. Ma in che cosa consiste questa particolare festa e quali sono le sue origini? Ecco tutto quello che c’è da sapere sullo Sposalizio dell’Albero di Vetralla.

Che cos’è lo Sposalizio dell’Albero di Vetralla

Lo Sposalizio dell’Albero è una celebrazione che simula un vero e proprio matrimonio fra due alberi, una quercia giovane e un cerro secolare. Questi due alberi vengono vestiti proprio come se fossero due sposi, circondati di primule e ginestre, davanti a loro viene allestito un altare e il sindaco di Vetralla si occupa della celebrazione del matrimonio.

Questa tradizione va avanti dal 1368, prima all’interno delle celebrazioni per la ricorrenza di San Michele Arcangelo e poi con una festa a sé stante. Alla presenza delle forze dell’ordine e delle autorità preposte, viene celebrato un matrimonio in piena regola che ha uno scopo innanzitutto politico: nell’antichità, infatti, questa cerimonia serviva per ribadire la supremazia di Vetralla sul territorio di Monte Fogliano e del suo bosco, dove avviene appunto la cerimonia.

Secondo le più antiche consuetudini, in mancanza di questa cerimonia, che viene celebrata ogni anno come forma di ricordo, il diritto sul bosco potrebbe passare nelle mani del comune di Viterbo. La manifestazione raccoglie, edizione dopo edizione, non solo tutta la popolazione locale ma anche molti turisti che vogliono assistere a questa tradizione secolare. Nel corso del tempo, poi, questa manifestazione è stata arricchita da tanti aspetti folkloristici che servono a rendere ancora più piacevole l’occasione per un pubblico molto ampio.

La storia dello Sposalizio dell’Albero di Vetralla

La storia della manifestazione conosciuta come Sposalizio dell’Albero di Vetralla ha una storia molto antica. Tracce di questa manifestazione, infatti, si trovano già in alcuni documenti medievali che testimoniano come all’inizio la ricorrenza fosse celebrata in in plateola ante Ecclesia Eremi, con i Priori che erano abbigliati con i loro vestiti migliori e circondati non solo dalla gente del popolo ma anche dai loro eserciti. Intervenivano alla celebrazione anche i castaldi che invece recavano come dono dei magnifici fasci di erba e di fiori di campo.

Dal 1744 in poi, però, il rituale della cerimonia subisce dei cambiamenti significativi. Infatti da quel momento la cerimonia inizia fin dalle prime luci dell’alba, con un corteo che piazza del Comune del Gonfaloniere ed era composto dai notabili della città a cavallo ma anche da gente del popolo che invece era in groppa a muli ed asini.

Il corteo giungeva, accompagnato da squilli di trombe, al Ritiro dei frati, nel pieno del bosco, e lì il Magistrato prima celebrava la messa e poi officiava il matrimonio facendo trasportare il cerro davanti alla quercia prescelta e redigendo l’atto notarile relativo. La cerimonia si concludeva con la distribuzione di ramoscelli intrecciati dei due alberi e con la lettura dell’atto notarile con il quale si ribadiva la piena proprietà del bosco in favore del comune di Vetralla, come da donazione voluta nel 1432 da Papa Eugenio IV.

Che cosa accade oggi durante la festa dello Sposalizio dell’Albero

Oggi ovviamente la celebrazione ha perso quella valenza notabile e ufficiale che aveva nel passato ma gli abitanti di Vetralla hanno voluto mantenere inalterata la tradizione anche come forma di celebrazione del rapporto che questo territorio ha con la natura e con il suo bosco. Oggi, quindi, lo Sposalizio dell’Albero è una manifestazione che mischia il sacro con il profano, la rievocazione storica con tratti di folklore moderno. Nei suoi tratti più salienti la celebrazione è rimasta inalterata.

Nel giorno stabilito, al mattino, un corteo composto dagli abitanti del paese, abbigliati con vestiti tipi di del medioevo, attraversano le strade di Vetralla portando in trionfo un albero di cerro che rappresenta la sposa. Aprono il corteo gli sbandieratori locali e tutti i turisti seguono in coda, a piedi oppure in groppa a cavalli e asini. Dopo otto km di cammino, che corrispondono al percorso della via Crucis campestre, il corteo giunge al monastero di Sant’Angelo, dove c’è la quercia, ossia lo sposo, e il sindaco di Vetralla celebra le nozze e firma il consueto documento che ribadisce il possesso del bosco da parte del comune viterbese.

Ovviamente una volta giunti di nuovo in paese, non mancano aspetti più mondani della festa come le bancarelle, gli stand eno-gastronomici, la musica nella più pura tradizione della sagra locale. Altro elemento molto suggestivo della manifestazione, però, è la messa che conclude i festeggiamenti per lo Sposalizio dell’Albero.

Gli aspetti più curiosi sullo Sposalizio dell’Albero di Vetralla

Un elemento che non può mai mancare nella cerimonia dello Sposalizio dell’Albero è quello dei confetti. Come ogni cerimonia nuziale che si rispetti, infatti, anche in questo matrimonio i confetti sono il dono che gli sposi fanno a tutti gli invitati, come segno di buon augurio. Per questo motivo ogni anno ai bambini di Vetralla viene affidato il compito di distribuire a tutti i partecipanti all’evento dei piccoli sacchetti di confetti bianchi, come ricordo per aver partecipato all’evento.

La manifestazione vuole essere un momento di commemorazione ma anche di promozione del territorio locale per cui sono tanti gli eventi collaterali che vengono organizzati e che fanno da cornice a quello più importante che è la celebrazione del matrimonio.

Nelle passate edizioni, ad esempio, sono stati premiati illustri cittadini che Vetralla che hanno contribuito a diffondere il nome del paese nel mondo ma sono state allestite anche mostre fotografiche e d’arte che avessero come argomento principali proprio Vetralla, le sue tradizioni e la sua storia millenaria. Infine questa festa è anche un’occasione per conoscere i sapori locali e le ricette della tradizione eno-gastronomica di questo angolo della Tuscia.

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