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Tour di 3 giorni nella Tuscia

9 Marzo 2021 By Intinerari Comments Off

 

Il periodo del Rinascimento è stato molto importante per tutto il territorio della Tuscia: testimonianze davvero splendide di questo secolo così ricco d’arte e di cultura sono ancora oggi visibili e danno un’idea chiara dello splendore dell’epoca. Per scoprirle tutte è possibile organizzare un tour di tre giorni della Tuscia, per toccare le tappe più significative: ecco l’itinerario.

Primo giorno

La prima tappa prevede l’arrivo a Viterbo e la sistemazione nella struttura ospitante. Sono due le soluzioni possibili: l’hotel a quattro stelle Salus Terme oppure il b&b Il Casale di Robe. Entrambe le soluzioni sono molto accoglienti e in grado di soddisfare anche i clienti più esigenti, che vogliono comodità ma anche un pizzico di eleganza. Gli ospiti hanno modo di poter sistemare i bagagli e darsi una rinfrescata per poi partire alla scoperta delle tracce del Rinascimento nella Tuscia.

La prima tappa di questo incredibile tour è rappresentata dalla località di Vignanello dove si trova il bellissimo Castello Ruspoli. Si tratta di un esempio fulgente del Rinascimento viterbese e colpirà sicuramente l’attenzione dei visitatori con le sue sale splendidamente affrescate e riccamente arredate, secondo i dettami dell’epoca. Un elemento distintivo dei palazzi e dei castelli del Rinascimento, che di certo non manca anche al Castello Ruspoli, è il giardino: qui c’è un delizioso giardino all’italiana che saprà stupire per le sue geometrie e la ricchezza della sua flora. Non si tratta di uno spazio verde molto ampio, come invece possono essere quelli di altre splendide dimore che potranno essere visitate nei giorni successivi, ma la particolarità del suo tracciato sicuramente non deluderà.

Al termine di questa visita si raggiunge il nostro agriturismo, qui gli ospiti potranno gustare una seconda colazione a base di prodotti locali e biologici, direttamente prodotti all’interno dell’agriturismo: un esempio lampante di come la storia, la cultura e l’enogastronomia si intreccino in maniera profonda in tutte le località della Tuscia.

Al termine della colazione, si parte per Bagnaia, una località poco lontana dove si trova la meravigliosa Villa Lante. Questa villa rinascimentale è composta da due piccole palazzine gemelle che sono, però, il perfetto contorno di quello che è il punto forte del monumento, ossia il giardino all’italiana. L’opera si deve all’architetto Vignola che ha voluto creare un ideale centro di questo giardino, rappresentato dalla cosiddetta Fontana dei Quattro Mori. Ovviamente non si tratta dell’unica opera all’interno del giardino che è arricchito con numerose sculture, altre fontane con dei meravigliosi giochi d’acqua, oasi verdi.

Dopo aver completato la visita dei giardini di Villa Lante, si fa ritorno a Viterbo presso la propria sistemazione. Qui sarà possibile cenare con gustosissime pietanze locali e pernottare, così da riprendere tutte le energie necessarie per la seconda giornata del tour rinascimentale della Tuscia.

Secondo giorno

Dopo un’abbondantissima colazione in hotel, si parte per il secondo giorno di visite.

La prima tappa è Ronciglione dove si trova la rinascimentale Villa Lina. Questa residenza ha una storia davvero molto particolare. Nel XVII secolo viene fatta costruire per volere della famiglia Leali che si trasferisce da Brescia nella Tuscia per aiutare i Farnese nell’improbo compito di gestire la ferriera.

Proprio la famiglia dei Farnese aveva da poco deciso di stabilirsi in zona e aveva fatto costruire il meraviglioso Palazzo Farnese a soli 8 km di distanza, nella località di Caprarola.

L’attuale Villa Lina resta di proprietà dei Leali per cinque secoli, poi nei primi anni del Novecento viene acquistata da Ulisse Igliori che, nel 1929, decide di procedere ad una grande ristrutturazione dell’edificio, commissionando all’architetto De Vico la progettazione e risistemazione del giardino. Al termine della ristrutturazione, poi, la villa viene donata a sua moglie Lina e da qui il nuovo nome della residenza. Il figlio di Ulisse e Lina, di nome Massimo, sposa qualche anno dopo Angela, una rappresentante della famiglia Lante Montefeltro della Rovere che nel 1504 aveva ceduto ai Farnese il terreno sul quale era stato costruito il loro palazzo. Nel corso dei secoli presso questa dimora hanno soggiornato personaggi di grande fama come Trilussa, D’Annunzio e il pittore Donghi.

Attualmente la villa è gestita da Paolo, la figlia di Massimo, che si occupa di organizzare eventi e visite guidate al suo interno. Uno dei punti forti di Villa Lina è sicuramente il giardino all’italiana che, oltre ad essere splendido visto che custodisce 33 specie di alberi rari come la Sequoia sempervirens e il Cedrus deodaore, ha anche un importante valore simbolico e può essere letto sotto tanti punti di vista differenti. Il giardino è un ricco esempio anche di flora mediterranea: sicuramente stupirà il bellissimo corbezzolo che si può ammirare in uno dei viali, che ha oltre 200 anni.

La tappa successiva è quella di Caprarola dove, prima della visita a Palazzo Farnese, è possibile fermarsi per un pranzo veloce. Il Palazzo Farnese merita più di una visita sfuggente perché offre ai suoi ospiti non solo un giardino molto bello ma ovviamente una residenza all’altezza della magnificenza della famiglia per la quale fu costruito. La sua edificazione risale agli anni fra il 1559 e il 1575 e il progetto fu affidato al noto architetto Vignola che volle imprimere in ogni ambiente lo splendore e l’opulenza dei suoi committenti. Un esempio di questa filosofia è sicuramente rappresentato dai saloni delle cerimonie che sono stati accuratamente affrescati dagli Zuccari e da tanti altri celebri nomi della corrente del manierismo dell’epoca. La pianta del palazzo ricorda quella di una fortificazione medievale, anche per rispettare l’originaria funzione difensiva. Al posto dei bastioni, però, l’architetto decise di inserire delle terrazze decorate, al fine di consentire ai suoi signori di poter trascorrere lì le proprie vacanze estive e godere della temperatura sempre mite della zona. Parte integrante della costruzione sono ovviamente i giardini che sono conosciuti con il nome di Orti Farnesiani.

Al termine di questa seconda visita, è previsto il rientro in hotel dove è possibile cenare e pernottare.

Terzo giorno

Anche questo terzo giorno del tour della Tuscia rinascimentale si apre con un’abbondante colazione presso la struttura ricettiva di riferimento, dopo la quale è previsto il trasferimento a Bolsena.

Questa località, che si trova direttamente sull’omonimo lago, ed è un piccolo gioiello medievale. La visita inizia dal suo centro storico, realizzato metà secondo lo stile medievale e metà secondo quello rinascimentale. In particolare colpiscono i colori delle case, molto tipici poiché tutte le strutture sono state edificate in roccia tufacea e peperino. Il paese, considerato fra i borghi più belli d’Italia, è dominato dal castello conosciuto con il nome di Rocca Monaldeschi ma la visita ha come meta principale in particolare il Palazzo del Principe del Drago.

Questa costruzione si trova proprio al di sotto del castello ed è un tipico esempio di costruzione rinascimentale che, però, prende ispirazione non dallo stile romano ma da quello toscano: la sua costruzione è datata XVI secolo. Sicuramente il Palazzo è conosciuto per il suo giardino pensile: si tratta di un terrazzo che affaccia direttamente sul bellissimo lago e che ospita sulla sua superficie piante della macchia mediterranea e secolari alberi di limone. Gli appassionati di arte, però, apprezzeranno anche gli interni del palazzo, in puro stile rinascimentale. In particolare alcune sale sono impreziosite con un ciclo di affreschi in stile manieristico che, però, sono addirittura precedenti all’opera dei Zuccari. Inoltre ci sono bellissimi dipinti che sono accreditati alla scuola del Perin ma anche del Tibaldi e del Vaga. Non mancano arredi risalenti all’epoca della sua costruzione, per avere un’idea precisa dello sfarzo e del gusto del periodo.

Al termine della visita di Palazzo del Principe del Drago, i proprietari offriranno un cocktail di saluto direttamente nelle sale storiche. Successivamente il tour si concluderà con il ritorno dei partecipanti presso la loro città di residenza.

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