Villa Lante

La Tuscia Viterbese presenta una ricchezza paesaggistica e storica incredibile: il territorio infatti ospita imponenti castelli, parchi regionali lussureggianti ed eleganti dimore che narrano i fasti di antiche famiglie che le hanno rese veri e propri gioielli tutti da scoprire. Tra queste non si può non citare Villa Lante, perfetto connubio tra Madre Natura e il genio dell’uomo: sorge poco più a sud del borgo di Bagnaia, proprio sulla Via Francigena e ad appena 4km dalla bellissima Viterbo.

Villa Lante è considerato uno dei giardini all’italiana più belli non solo della regione Lazio ma di tutta Italia ed è stato realizzato in stile tardo-rinascimentale nel XVI secolo. Si trova su un’altura altamente boscosa, alle falde dei Monti Cimini, in un contesto paesaggistico suggestivo che è stato plasmato nel corso dei secoli dall’attività del complesso vulcanico dei Vulsini e del Cimino, dando vita a luoghi spettacolari come il Lago di Vico e il Lago di Bolsena

Villa Lante: cenni storici

Le origini di Villa Lante affondano presumibilmente nel ‘300 e nasce come Casino di caccia all’interno di un parco dove si praticava già l’attività venatoria.

Dopo che nel ‘400 il cardinale Riario costruisce attorno alla riserva di caccia una Barca ossia una recinzione, nel 1568 subentra il cardinale Giovan Francesco Gambara e con lui le sorti del podere cambiano.

L’uomo, imparentato con la potente famiglia dei Farnese divenuto vescovo di Bagnaia, decise di costruire una vera e propria villa con tanto di giardini e fontane grazie alla presenza delle sorgenti di acqua che attraversavano il parco. Pare che il cardinale, per il progetto della sua dimora, si avvalse della collaborazione del grande architetto Jacopo Barozzi passato alla storia come il Vignola.

Fu difatti lui, famoso anche come eccellente ingegnere idraulico, a dare alla villa l’aspetto cinquecentesco, a progettare il giardino e le due palazzine, anche se di queste ne realizzò solo una, oggi nota come Palazzina Gambara. Non bisogna sottovalutare però l’apporto di Tommaso Ghinucci da Siena: gli ci vollero dieci anni per realizzare gli splendidi giochi d’acqua delle fontane, caratteristica della Villa, e alcune sculture quali le barche della Fontana del Quadrato.

Con la morte nel 1590 del cardinale Gambara, Villa Lante passa al cardinale Montalto, nipote di papa Sisto V: vi dimorò per quasi trent’anni, la migliorò costruendo una seconda palazzina che porta il suo nome e impreziosì la stessa Fontana del Quadrato con le sculture dei mori.
Dopo il Montalto Villa Lante passò di mano in mano fino ai Lante, che la detennero per ben tre secoli.

Alla scoperta di Villa Lante: le due Palazzine

Villa Lante si estende per ben 22 ettari, comprensivi del bosco e del giardino vero e proprio che è la zona cinta da mura che costeggiano un’antica strada romana.

L’ingresso a Villa Lante si trova a lato della Palazzina Gambara: superando prima la scenografica Fontana del Pegaso si entra nel lussureggiante parco della riserva e oltrepassando poi un arco in pietra, si accede alla villa.

A dispetto di quello che si può pensare, appena entrati nel cuore della Villa non si nota nessuna dimora lussuosa o imponente, come suggerirebbe il nome stesso.

La cosa che colpisce subito il visitatore sono gli spettacolari giardini all’italiana, la grande Fontana del Quadrato al centro e sullo sfondo due semplici palazzine perfettamente simmetriche. Sono costruzioni sobrie ed eleganti, costruite in tempi diversi ma molto simili tra di loro.

Sono entrambe in stile manierista, certamente più semplici rispetto a quelle in voga all’epoca (basti pensare ad esempio al Palazzo Farnese di Caprarola o a Villa d’Este a Tivoli che porta il marchio del Vignola): entrambe hanno un porticato chiuso da tre finestroni e in cima a tetti spioventi mostrano dei graziosi torrini simili a lanterne.

Villa Gambara risale al 1566, è la più antica e porta il nome del cardinale che l’ha commissionata al Vignola. All’interno è possibile ammirare pregevoli soffitti a cassettoni, dipinti del Tempesta e di Raffaellino da Reggio ma soprattutto affreschi: quelli che adornano la loggia raffigurano Villa D’Este ma soprattutto il Palazzo Farnese, sovrastato dalla costellazione dello Scorpione e di Orione e chiaro segno di omaggio del cardinale Gambara a una delle più influenti famiglie del Rinascimento Italiano. C’è anche un bell’affresco che raffigura Villa Lante nel suo aspetto originario.

Villa Montalto risale invece al 1590 e all’interno si può ammirare un bell’esempio di trompe-l’œil nel porticato e i dipinti murali al piano nobile realizzati dal Cavalier D’Arpino.

Viaggio tra le fontane di Villa Lante

Gli spettacolari giardini di Villa Lante si sviluppano in verticale e seguono letteralmente il corso del ruscello che scorre in maniera longitudinale: questo scende lungo il pendio con tanto di grotte, logge e sedili a circondarlo, viene incanalato in quelle splendide fontane in peperino che punteggiano tutta la villa fino a raggiungere la zona pianeggiante dove sorgono le due Palazzine circondate dai bellissimi giardini all’italiana che seguono disegni geometrici realizzati con siepi sempreverdi.

Il torrente sgorga dalla cosiddetta Grotta del Diluvio, altrimenti nota come Monte della Pioggia e rappresenta il punto più alto di Villa Lante: ci sono tre cavità rocciose totalmente immerse nella vegetazione, in particolare siepi di bosso intervallate dai sedili in pietra, dove si possono immaginare gli ospiti della villa rilassarsi al dolce sgorgare delle acque.

Come precedentemente accennato, le fontane di Villa Lante sono veri e propri capolavori e tra queste spicca la Fontana di Pegaso, sita proprio al limitare della recinzione della riserva di caccia.

Appare come una monumentale opera murale e al centro dello specchio d’acqua si erge la scultura di Pegaso, il cavallo alato che, picchiando lo zoccolo sul Monte Elicona, fece sgorgare la fonte della saggezza nota come Sorgente di Ippocrate.

Davanti alla Fontana dei Fiumi, riconoscibile dalle raffigurazioni dei fiumi Tevere e Arno (realizzata per sottolineare i buoni rapporti tra i Medici di Firenze e il Papato di Roma), si trova la Mensa del Cardinale.

Si tratta di una lastra di piperino, solcata al centro dal ruscello, utilizzato per rinfrescare bevande, verdure e frutta nel corso dei banchetti organizzati presso la villa: in molti rivedono in questo angolo del parco il tocco dell’architetto Pirro Ligorio, facendo presupporre una certa collaborazione nel progetto dei giardini di Villa Lante.

Percorso verso la monumentale Fontana del Quadrato

Altrettanto scenografiche sono poi la Fontana dei Delfini, formata da vasche degradanti verso l’alto e decorate con tanto di mascheroni e sculture a tema marino, e la Fontana della Catena.

Quest’ultima è un’opera alquanto particolare in quanto segue il serpeggiare del torrente che scende dalla collinetta cinto da vorticosi bordi in pietra piperino affiancati da gradini.

Tra le fontane più suggestive di Villa Lante c’è la Fontana dei Lumini: quando è attiva si può osservare l’acqua zampillare come tanti nastri d’argento dai lumini in pietra modellati sui gradoni che formano l’opera.

Intorno alla fontana si aprono loggette e soprattutto grotte artificiali dedicate alla dea Venere e al dio del mare Nettuno, incastonate tra la vegetazione colorata da ericacee e da romantiche camelie.

Il punto focale di tutta Villa Lante, circondato dai giardini all’italiana, è rappresentato dalla Fontana del Quadrato: si tratta di uno scenografico specchio d’acqua suddiviso in quattro parti, con al centro di ciascuno di questi bacini una barca con sopra archibugieri dal quale zampilla l’acqua.

Al centro della fontana si elevano tre vasche circolai messe una sopra l’altra, sormontate alla fine dal gruppo scultoreo dei quattro mori opera del Landini: le quattro figure a grandezza naturale reggono la montagna araldica dalla quale l’acqua zampilla fuori con un curioso getto a forma di stella, simbolo della famiglia Montalto e conseguentemente del pontefice Sisto V.

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