Le tradizioni contadine rimandano ai tempi che furono quando, con i pochi semplici ingredienti di cui si disponeva si preparavano piatti semplici. Questi ultimi, oggi, hanno assunto notevole rilevanza culinaria oltre che storica e vengono riproposti in sagre e manifestazioni locali. Il fieno della Tuscia è uno di questi. Si tratta di un formato di pasta preparata in casa che ricorda il fieno e il profumo dei sapori campagnoli. La tradizione vuole che sia rispettato il procedimento originale per goderne appieno della bontà. Vediamo, quindi, di conoscere meglio questo angolo d’Italia attraverso il suo piatto caratteristico.
Tuscia: antica Etruria
Col nome Tuscia si identifica la regione che corrisponde all’antica Etruria. Essa venne chiamata così dopo la caduta di questa fiorente civiltà dell’Italia centrale. In realtà, il territorio interessato è la Toscana, il Lazio settentrionale e l’Umbria Occidentale. Il termine Fieno della Tuscia fa riferimento ad un tipo di pasta preparata nel cuore della Tuscia viterbese. Qui, c’è un antico borgo di nome Canepina dove questo formato veniva preparato fin dal Medioevo in condizioni di abbondanza di grano, acqua e uova. La manualità acquisita in campagna con i lavori più umili ha reso questo formato veramente famoso in quanto assimilabile alla leggerezza del fieno. La sua ricetta si tramanda da secoli, di generazione in generazione come una fiaba. La gente del luogo ama le tradizioni antiche e rinnova l’usanza anno dopo anno. Per chi visita la Tuscia in occasioni di sagre ed eventi a tema culinario non può mancare di assaggiare il famoso Fieno della Tuscia.
Fieno della Tuscia: pasta che si scioglie in bocca
Il Fieno della Tuscia, detto anche Fieno di Canepina, è una pasta simile alle tagliatelle ma con uno spessore di gran lunga più sottile. La maestria della lavorazione consiste nel realizzare queste tagliatelle quasi impalpabili che si sciolgono in bocca. Gli ingredienti sono:
– 500 gr. di farina
– 3 uova
– acqua
Il quantità degli ingredienti varia in funzione della farina utilizzata. Questa è la dose indicativa. Se l’impasto risulta troppo asciutto si può aggiungere acqua. Il consiglio, però è di non esagerare con i liquidi in quanto, l’impasto man mano prende umidità dall’ambiente e quindi potrebbe risultare troppo bagnato rendendo difficoltoso il taglio.
Si impasta fino ad ottenere un panetto liscio e setoso che va lasciato riposare per una ventina di minuti. Quindi, si stende una sfoglia sottilissima il cui spessore deve essere di circa 0,8 millimetri. Si arrotola su se stessa e poi si tagliano striscioline sottilissime simili a capelli d’angelo. La pasta va fatta asciugare per un giorno intero al fine di eliminare l’umidità in eccesso.
Cottura del Fieno della Tuscia
Il Fieno della Tuscia così preparato va cotto in abbondante acqua salata per pochi minuti. Il passo successivo sarà determinante a conferire le caratteristiche peculiari che hanno contribuito a coniarne il nome. Dopo la cottura la pasta va scolata e messa su un canovaccio pulito che assorbirà l’acqua residua. Solo dopo questo passaggio è possibile condirla con sughi della tradizione in particolare con il ragù.
Condimento del Fieno della Tuscia
Il condimento ideale è il ragù di carne. Il sugo corposo e succulento va a impregnare la pasta che non si incolla ma ne assorbe tutto il sapore. Numerose ricette fanno comunque parte della tradizione e prevedono anche di condire il Fieno della Tuscia con funghi porcini. Essi andranno fatti appassire nel burro e poi mantecati insieme alla pasta. Il pecorino, infine, è una presenza costante della Tuscia. La sua spolverata finale è come la classica ciliegina sulla torta. Questa pasta dal sapore antico è uno dei simboli di questo borgo medievale che vuole conservare le tradizioni ma con uno sguardo al futuro.